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Convivio

Prodotto con le uve di Dolcetto, tipiche del nostro territorio, il Convivio è un vino armoniosamente morbido e pieno, ottimo per qualsiasi abbinamento gastromomico, ideale per le grandi occasioni. Il nome significa "banchetto" e proprio come la famosa opera di Dante, questo vino si propone di accompagnare i felici ritrovi delle genti. I vigneti di non meno di 15 anni di età, sono situati nella zona collinare più idonea per la sua produzione. Si distingue per la leggerezza ed il profumo. Armonico in tutte le sue componenti, asciutto, vellutato e gradevolmente mandorlato.

Il Territorio

L'alto Monferrato Il territorio dell’Ovadese, situato a sud di Alessandria e confinante con la Liguria, è parte di quell’area, ben più ampia, definita Alto Monferrato: una delle regioni vinicole italiane più famose. Grazie ai terreni delle sue dolci colline ed al clima favorevole questo territorio è estremamente adatto alla produzione enologica. L’Ovadese si estende per 13 mila ettari tra il torrente Stura e il fiume Bormida e presenta caratteri fisici vari e complessi. La fascia collinare preappenninica rappresenta la posizione ideale per i vigneti e si alterna con le aree pianeggianti che costituiscono “la Piana di Ovada”. I nostri vigneti sono ubicati in due delle aree più belle e vocate di questa zona: la Contrada Sant’Evasio, che comprende una storica area collinare intorno ad Ovada, e una delle migliori zone viticole appartenenti al comune di Carpeneto (loc. Madonna della Villa). I due differenti siti differiscono molto sia dal punto di vista microclimatico sia da quello pedologico. I vigneti di Sant’Evasio sono caratterizzati da un microclima tendenzialmente più fresco e ventilato che fa sì che le uve siano leggermente più tardive rispetto a quelle di Carpeneto; i suoli sono di medio-impasto, tendenzialmente marnoso-calcarei, in grado di conferire ai vini caratteristiche di grande finezza ed apertura aromatica. Al contrario i suoli di Carpeneto sono caratterizzati da una maggiore ricchezza di argilla e di scheletro, di colore più scuro e con minore presenza di calcare: i vini che ne derivano sono intensamente colorati, ricchi di corpo e ben dotati di polifenoli nobili.La piattaforma ampelografica aziendale si basa in larga maggioranza sui due vitigni simbolo della vitivinicoltura ovadese: il Dolcetto e la Barbera; una significativa quota di superficie vitata comprende altri vitigni autoctoni come Cortese, Bonarda Piemontese e Croatina mentre ultimamente sono stati introdotti anche vitigni alloctoni come Chardonnay, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon e Syrah.Il sistema di potatura generalmente utilizzato è il classico Guyot basso, che permette una gestione del vigneto tutta indirizzata all’ottenimento, ogni anno, di uve in perfetto stato di maturazione. Ove necessario, vengono effettuati interventi di diradamento dei grappoli per riportare il carico produttivo per ceppo in sintonia con i severi obiettivi qualitativi aziendali.La grande varietà di suoli e la piattaforma ampelografica molto diversificata ed ampia, permette all’azienda di disporre di uve di alto livello qualitativo ma molto diversificate, con le quali produrre vini di grande eleganza e personalità.

Il Dolcetto D'Ovada Prodotto di punta di un territorio collinare unico, il dolcetto d’ovada è un vino da consumare a tutto pasto. Il gusto pieno e rotondo, morbido e con le sue caratteristiche note mandorlate e amarognole nel finale di bocca, rendono questo vino davvero speciale. Nasce da un vitigno "intelligente" e poliedrico che, a seconda delle condizioni pedoclimatiche, da vini con caratteristiche ben diverse tra loro. Questo buon vino si abbina ad una moltitudine di piatti regionali, nazionali ed esteri. La superficie vitata occupa la terza posizione regionale, dopo barbera e moscato. E' il vitigno che in Piemonte col proprio nome, da origine a 11 vini Doc e ad una Docg. Gaggino ha sempre creduto in questa denominazione che rappresenta il passato, il presente, ma soprattutto il futuro dei vini piemontesi.

Cortese I più famosi bianchi del Piemonte, derivano da questa varietà autoctona.
Il Cortese viene prodotto nell'Alto Monferrato, una zona vitivinicola situata nella parte meridionale della provincia di Alessandria, che si sviluppa sul territorio prevalentemente collinare di 59 comuni tra cui spiccano per notorieta' Acqui, Ovada e Gavi.
Di questo vitigno, benche'‚ di origini molto antiche, si hanno notizie risalenti soltanto a pochi secoli fa. Infatti, la prima descrizione abbastanza dettagliata dell'uva Cortese si trova nella ampelografia dei vitigni coltivati in territorio piemontese compiuta dal Conte Nuvolone, vicedirettore della Societa' Agraria di Torino, pubblicata nel 1798, dove l'uva Cortese viene così descritta: "ha grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi, quando e' matura diviene gialla ed e' buona da mangiare, fa buon vino, e' abbondante e si conserva".
Sin dalla fine dell'Ottocento, veniva indicata la produzione in varie zone del Piemonte, ivi compreso l'antico Piemonte e si sottolineavano da piu' parti la purezza e la quantita'. Il Cortese, caratterizzato da una fibra resistente, prospero' soprattutto nella regione chiusa tra la Bormida e la Scrivia, in provincia di Alessandria. Le sue uve danno il piu' importante dei vini bianchi secchi piemontesi, di cui e' stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata nel 1974.
Vitigno a bacca bianca, ha foglia media, pentagonale, pentalobata, più raramente con sette lobi, di colore verde cupo con nervature chiare; grappolo medio-grande, conico-piramidale con ali sviluppate, spargolo; acino medio-grande, ellissoidale con buccia sottile, di colore giallo dorto carico se esposto al sole, presenza di pruina in quantità modesta. Ha vigoria elevata, è poco tollerante all'oidio e facilmente attaccabile da botrite. Si adatta a diversi tipi di terreno purché non umidi e troppo fertili, dà il meglio di sé in collina con buona esposizione e climi asciutti.

Chardonnay Aristocratico vitigno a frutto bianco della Borgogna e molto noto in tutta la Francia, dove rappresenta alcuni vini prestigiosi. Dalla Francia si è diffuso anche in Valle D'Aosta e nel Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia. E’ uno dei vitigni più coltivati al mondo E’ l’ingrediente dei migliori spumanti italiani e dà bianchi sia fruttati e leggeri che potenti e corposi.
La varietà è abbastanza omogenea, le differenze sostanziali riguardano l’acinellatura più o meno pronunciata e soprattutto le componenti organolettiche dell’uva. Germoglio ad apice espanso, verde-giallastro, poco tomentoso, con foglioline apicali spiegate, poco tomentose, verdi-dorate. Foglia media, tondeggiante, quasi intera, lembo un po’ bolloso, verde cupo, scarsamente provvisto di tomento. Grappolo medio, tronco-conico, con un’ala evidente, giustamente compatto con assenza spesso trascurabile di acinellatura dolce; acino medio, di colore giallo-dorato, buccia di media consistenza, polpa succosa, dolce, di sapore semplice con aroma più o meno evidente.
Lo chardonnay è un vitigno vigoroso, a germogliamento molto precoce per cui sono da evitare aree di vegetazione soggette a brinate tardive, tralci vigorosi ad internodo corto, vegetazione tendenzialmente equilibrata. Si adatta ai diversi tipi di terreno ed ai diversi climi purché non troppo umidi; è molto resistente alla clorosi.
Si adatta alle diverse forme di allevamento ed ai diversi sesti di impianto purché non troppo stretti. Può essere potato corto nel sud o medio-lungo nel nord purché si dia una carica di gemme equilibrata alla vigoria. Si adatta alle varie forme di allevamento anche completamente meccanizzabili; nei climi settentrionali più umidi sono necessarie adeguate potature a verde per una regolare maturazione dell’uva.

Barbera Barbera. Vitigno a frutto rosso da cui si ricava il vino omonimo nativo del Piemonte, diffuso soprattutto nell'Italia del Nord, dove dà origine a ben 7 diverse Doc, di cui 3 in Piemonte (Barbera d'Alba, Barbera d'Asti, Barbera del Monferrato). Contende al Sangiovese il primato di principale uva italiana per la produzione di vini rossi. Il barbera dà vini rossi tannici, corposi e ricchi di acidità.
Le origini del vitigno Barbera sono antichissime, ma la prima testimonianza si trova in un documento del milleseicento conservato nel municipio di Nizza Monferrato. La duttilita' di questo vitigno e' tale che da esso si possono ricavare tanto vini freschi e frizzanti, di pronta beva, come vini piu' strutturati, adatti ad un medio invecchiamento (3-5 anni).
Il germoglio è ad apice espanso, verde-biancastro, parzialmente carminato, con foglioline apicali a doccia, cotonose sulla pagina inferiore. La foglia è di media grandezza pentagonale, quinquelobata, pagina superiore quasi glabra, quella inferiore tomentosa A partire dalla vendemmia 2008 la Barbera del Monferrato superiore ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita (docg).
La Barbera del Monferrato superiore trae dal terreno ricco di limo delle colline su cui nascono le sue uve la struttura e il colore intenso che la contraddistinguono. Rappresenta la volontà dei produttori, di offrire un vino importante che evidenzi i pregi del territorio e soddisfi i palati più esperti. La tipologia superiore in particolare nasce da grappoli più maturi che rimangono in cantina per un periodo minimo di un anno e trascorrono almeno sei mesi in botti di legno.
Nelle ultime annate alcune Barbera del Monferrato superiore hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e all’estero a conferma della validità della proposta monferrina

Gaggino Italia Piemonte Ovada Ovada
Dolcetto di Ovada superiore o Ovada

Ovada DOCG


Zona di produzione e storia

Zona di produzione: provincia di Alessandria.

Riconoscimento nel 2008.

Nell'Ovadese la coltivazione della vite ed in particolare del Vitigno Dolcetto è sicuramente secolare. Questo vitigno ha caratterizzato da sempre i vigneti della zona, al punto di essere stato anche definito Uva di Ovada, o, dai naturalisti, Uva Ovadensis.

Il nome Dolcetto non deve far pensare ad un vino dolce, deriva infatti dal termine dialettale 'dusset' che significa dosso o collina.

Caratteristiche organolettiche

“Dolcetto di Ovada Superiore” o “Ovada”:

- Colore: rosso rubino tendente al granato;
- Odore: vinoso, talvolta etereo, caratteristico, talvolta con sentore di legno;
- Sapore: asciutto, con sentore mandorlato e/o sentore di frutta;

“Dolcetto di Ovada Superiore” o “Ovada”
con la menzione aggiuntiva “vigna”:

- Colore: rosso rubino tendente al granato;
- Odore: vinoso, talvolta etereo, caratteristico, talvolta con sentore di legno;
- Sapore: asciutto, con sentore mandorlato, talvolta con sentori di frutta e/o speziati;

Abbinamenti e temperatura di servizio

Vino a tutto pasto, in grado di accompagnare primi piatti, carni e formaggi; temperatura di servizio 18-20°C.

Le Nostre Ricette

Cerca nelle pagine del sito le ricette per cucinare i piatti con cui gustare al meglio i nostri vini ...
"Agnolotti Alla Piemontese"
Preparate la pasta. Preparate il brasato e tritate il quantitativo indicato.
Sbollentate gli spinaci, tritateli e uniteli ...
"Maccheroni con funghi e salsiccia"
Ammorbidire i funghi in acqua calda, strizzarli, tritarli e conservare l’acqua.
Far appassire la cipolla affettata in olio per 10 minuti, poi unire la salsiccia spellata e farla rosolare.
Aggiungere ...

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